FRANCIA -

Smentita la sua presenza nel blitz scattato a Bruxelles. Le ricerche dell’ottavo uomo del commando che ha agito a Parigi proseguono. Di lui si sono perse le tracce sabato mattina

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Secondo la rivendicazione dello Stato Islamico, i “fratelli” che hanno sconvolto Parigi erano otto. Sei di loro si sono fatti esplodere in attentati suicidi, uno è stato freddato dalla polizia, mentre l’ultimo uomo è ancora a piede libero. La polizia belga ha fatto scattare un blitz nel quartiere di Molenbeek, ma il sospettato non si trova. Inoltre, mancano conferme ufficiali della sua identità e del suo ruolo nella strage. Massimo riserbo dagli inquirenti.

 

Il suo nome è Abdeslam Salah, ventiseienne francese nato a Bruxelles, terzo di due fratelli. Uno di loro, Ibrahim Salah, è stato identificato come uno degli attentatori suicidi che ha agito al comptoir Voltaire, mentre l’altro è in stato di fermo da parte della polizia ma per lui non vi sarebbero ancora imputazioni a carico.

 

Abdeslam avrebbe passato la frontiera con il Belgio sabato mattina intorno alle ore otto. La polizia lo avrebbe identificato a Cambrai, dunque non lontano dal confine belga, segnalato in auto con a bordo altre due persone. Poi di lui si sono perse le tracce. Salah, insieme al fratello, avrebbe noleggiato a Bruxelles le auto usate poi per gli attacchi parigini, una Seat e una Polo nere. Da qui la pista che portava al ritorno di Abdelslam Salah  in Belgio, dove la rete del jihadismo europeo lo avrebbe aiutato a nascondersi.

 

French border officer controls the crossing of vehicles at the Bardonnex border between France and Switzerland in Saint-Julien-en-Genevois

 

Il Belgio hub del terrorismo islamico

 

Il Belgio rappresenta uno dei principali Paesi europei in cui si concentrano le attività di gruppi estremisti islamici, che qui vantano una logistica e un’organizzazione altamente sviluppate. Secondo una stima dell’International Centre for the Study of Radicalisation, citata dal Guardian, sarebbero state almeno 300 le persone di origine belga che sono andate a combattere in Siria dall’inizio della guerra civile nel 2011, un numero che in proporzione alla popolazione nazionale (11 milioni di abitanti) fa del Belgio lo Stato con la maggiore concentrazione di jihadisti.

 

L’organizzazione più nota nel Paese si chiama Sharia4Belgium. Prima di Parigi, l’ultimo episodio degno di nota risale allo scorso anno quando il 24 maggio il cittadino francese Mehdi Nemmouche, tornato dalla Siria, uccise quattro persone al museo ebraico di Bruxelles.

 

Dalla Siria pare che provenisse il commando di terroristi neutralizzato il 15 gennaio dalle unità antiterrorismo del Belgio nella città di Verviers, nei pressi di Liegi, vicino al confine con la Germania. Il bilancio dell’operazione, in risposta alla strage di Charlie Hebdo (7 gennaio 2015) è stato di due terroristi uccisi e di un terzo complice ferito. Secondo fonti belga, gli uomini erano di origine cecena. Era da settimane che la polizia belga sorvegliava i movimenti della cellula, prossima a sferrare un attacco contro più obiettivi, principalmente stazioni della polizia. Ma se in quel caso una cellula fu fermata, altre sono sorte subito dopo, come dimostrano gli avvenimenti di questo weekend di sangue.

 

NEWS_164998 People pray outside Le Carillon restaurant, one of the attack sites in Paris