STATI UNITI D'AMERICA -

Secondo le nuove rivelazioni, attraverso malware creati da Langley telefoni e smart tv possono essere strumenti di ascolto, e si possono provocare incidenti aerei da remoto o creare falsi attacchi stranieri

U.S. President Donald Trump delivers remarks during a visit to the Central Intelligence Agency (CIA) in Langley, Virginia U.S.

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di Alfredo Mantici

 

La notizia, diffusa il 7 marzo, è clamorosa: il celebre sito web Wikileaks – fondato da Julian Assange nel 2010 per diffondere le notizie segrete ottenute grazie a file ultraprotetti sottratti dal sottufficiale Chelsea Manning della Defence Intelligence Agency (nato Bradley, e sottoposto a un cambio di sesso) – è entrato in possesso di un dossier di oltre 8mila file, che rivelano le strategie e gli strumenti d’intrusione informatica di uno speciale Direttorato dell’Innovazione Digitale (DDI, Directorate of Digital Innovation) che fa capo alla Central Intelligence Agency, ovvero la principale agenzia di spionaggio degli Stati Uniti d’America.

 

Il DDI è stato istituito nel 2014 nel tentativo di rendere la CIA indipendente in termini d’intelligence elettronica dalla National Security Agency (NSA), la più grande agenzia di spionaggio al mondo delle comunicazioni, a sua volta messa sotto accusa dalle rivelazioni del contractor Edward Snowden – oggi in esilio a Mosca – che nel 2013 sottrasse file elettronici che dimostravano, tra l’altro, come il governo americano intercettasse regolarmente le telefonate di leader e capi di stato europei ed extra europei.

 

Julian Assange, Founder and Editor-in-Chief of WikiLeaks speaks via video link during a press conference on the occasion of the ten year anniversary celebration of WikiLeaks in Berlin(Julian Assange, fondatore di Wikileaks)

 

Le nuove rivelazioni di Wikileaks

 

Gli 8mila documenti pubblicati ieri da Wikileaks – il cui fondatore Assange è attualmente rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra per evitare l’estradizione – rivelano che la CIA ha messo a punto dei sofisticati sistemi di hackeraggio che le consentono di infiltrarsi in tutti i moderni sistemi di comunicazione, dagli iPhone ai sistemi Android, fino alle televisioni collegate a internet (Smart Tv) e a tutti i computer utilizzando malware, cioè dei virus capaci di trasformare questi strumenti in vere e proprie centrali d’ascolto. Le rivelazioni di Wikileaks sono state indirettamente giudicate attendibili dall’ex capo della CIA, Michael Hayden, il quale in un’intervista alla rete televisiva inglese BBC le ha definite «altamente sensibili, incredibilmente dannose e in grado di mettere in pericolo vite umane».

 

Secondo le rivelazioni, i virus infettanti creati dalla CIA consentono non solo di ascoltare e leggere le comunicazioni, ma possono addirittura essere usati per provocare incidenti stradali e disastri aerei, penetrando nei computer di bordo dei mezzi di trasporto moderni. Inoltre, i documenti dimostrano che la DDI ha creato una vera e propria biblioteca delle tecniche di hackeraggio più usate dalla Russia. In sostanza, quindi, secondo Assange la CIA potrebbe aver organizzato degli «omicidi mascherati da incidenti stradali» e aver fatto precipitare aerei manipolando gli ordini impartiti dai computer di bordo, e potrebbe anche aver usato i malware di provenienza russa per operazioni di hackeraggio e di ascolto anche in territorio americano con operazioni che, se scoperte, avrebbero indotto a puntare il dito contro i soli servizi segreti di Mosca. E qui sta la portata di quest’ultima rivelazione di Wikileaks.

 

An aerial view of the U.S. Central Intelligence Agency headquarters in Langley(Sede della CIA a Langley, Virginia)

 

Lo spionaggio contro nemici e amici

 

I servizi segreti da sempre tentano di intercettare le comunicazioni della “concorrenza” (i nemici come gli amici) con ogni mezzo: gli antichi Galli tentavano di intercettare i messaggeri che Giulio Cesare inviava ai suoi comandanti durante l’assedio di Alesia nel primo secolo a.C., mentre gli ingegneri al comando di Alan Turing a Bletchley Park con i loro rudimentali computer elettromeccanici intercettavano e decrittavano regolarmente, durante la seconda guerra mondiale, il traffico radio delle forze armate del Terzo Reich.

 

Che la CIA abbia sviluppato strumenti di controllo sulle comunicazioni che viaggiano lungo le autostrade telematiche in uso nelle società contemporanee, non è perciò un fatto sorprendente. Quello che stupisce e allarma, però, è che la potente agenzia di spionaggio americana potrebbe aver usato questi strumenti non solo contro il nemico esterno ma anche – al riparo del segreto – per finalità politiche interne, come ad esempio spiare gli avversari del presidente in carica o disinformare l’opinione pubblica nazionale e internazionale sulle presunte attività di hackeraggio da parte di stati esteri come la Russia.

 

WikiLeaks founder Julian Assange makes a speech from the balcony of the Ecuadorian Embassy, in central London(Assange parla dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra)

 

La battaglia tra presidenti

 

Non dimentichiamo che in questi giorni divampano negli Stati Uniti le polemiche sul “Russiagate”, cioè sulle presunte interferenze di hacker del Cremlino nelle recenti elezioni americane, e quelle legate alle accuse di Donald Trump contro Barack Obama, reo secondo il presidente di aver fatto intercettare i suoi telefoni non solo durante la campagna elettorale, ma anche nel corso della fase di transizione. Polemiche che assumeranno tutto un altro aspetto se i documenti in mano ad Assange dovessero dimostrare che anche la CIA, per ordine di Barack Obama o di qualche suo solerte collaboratore, potrebbe davvero aver messo la sua “manina” nel processo elettorale.

 

Aspettiamo le prossime rivelazioni. Intanto, però, il sito di Wikileaks è stato oscurato da malware di provenienza sconosciuta (ma facilmente attribuibili all’intelligence di Langley, sede della CIA) in un disperato tentativo di arginare la portata «incredibilmente dannosa», secondo le parole dell’ex direttore della CIA, delle recenti rivelazioni. Finora, un solo dato sostanziale è certo: Wikileaks sta dando una grossa mano a Donald Trump.